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La produzione del carbone

I boschi di Lagacci sono costellati di carbonaie. Si tratta di piccole aree circolari dove non cresce vegetazione a causa della ripetuta produzione del carbone. In una carbonaia, la legna viene disposta in modo da formare una forma conica che, arsa da un lentissimo fuoco interno, si trasformerà in carbone. Per ottenere il prodotto finale é essenziale seguire tutte le operazioni ben note ai carbonai, ed essere in possesso degli attrezzi necessari. I Carbonai lagaccesi, in periodi di necessità, si sono spinti per lavoro fino in Maremma, Sardegna e all'estero, portando mano d'opera ed un sapere inestimabile.

La prima fase consiste nello spianare un' area apposita di circa tre metri di diametro la piazza in cui viene sistemata (impiazzata) la legna in modo circolare dalla piu' fina alla piu grossa salendo, fino a formare una massa con all'interno una rocchetta cilindrica che serve ad involgere la legna, fatta di quattro paletti di legno di circa un metro di lunghezza sostenuti all'interno da un cerchio di legno. In cima alla rocchetta viene costruita una bocchetta, un camino dal quale verrà incendiata e alimentata la carbonaia.

La seconda fase consiste nel coprire il perimetro della carbonaia con sassi e zolle rovesciate (iove) fino ad una altezza di circa cinquanta centimetri a formare una solida base chiamata zoccolo. Il resto della massa vierne ricoperta poi con un pacciame di foglie umide e terra (paltriccia) fino in cima. Bisogna poi utilizzare della terra colata e pulita da sassi per ricoprire tutta la paltriccia fino in cima.

A questo punto la carbonaia viene infuocata ponendo una fascina di rami incrociati detto fraticcio, all'interno della bocchetta e su questo viene acceso un fuoco con dei pezzetti di legno detti mozzi. Quando il fuoco è ben rovente lo si spinge con l' infuochina all'interno della rocchetta, fino in fondo. In seguito altri mozzi vengono sistemati all'interno e poi pressati con una pertica. Dopo aver ripetuto piu' volte questa operazione fino a riempire la carbonaia, la bocchetta viene chiusa facendo in modo che il fuoco cuocia lentamente la legna. Per far scendere il fuoco fino in fondo si fanno dei fori ai lati della carbonaia con l'ausilio del fumaiolo, per dargli aria, aprendo o chiudendo i buchi in base al vento.

Quando il fuoco raggiunge lo zoccolo e' il momento di semondare che consiste nel pulire la terra da impurità e sassi (sciovrare) per poi ricoprire la carbonaia cotta e permettere al carbone di raffreddarsi per almeno due giorni. Passato il periodo di raffreddamento inizia il recupero del carbone la cacciata, effettuata durante la notte per poter controllare eventuali focolai. Infine il carbone viene messo in grandi sacchi (balle) usando un cesto chiamato vaglio.

 

 

Gli strumenti del carbonaio

Zoccoli di legno
Vengono utilizzati per raccogliere il carbone permettendo di camminare sulle braci.

Vaglio
Contenitore per il carbone fatto di stecche di castagno (materi) usato per trasportare il carbone e ripulirlo dalla terra.

Rastello
Rastrello di legno utilizzato per raccogliere il carbone.

Semondino
Tipo di rastrello in legno che serve per dividere la terra grossa da quella piu' fina che viene utilizzata per coprire la carbonaia cotta durante il periodo di raffreddamento.

Infuochina
Una pertica di legno lunga citca tre metri che serve per spingere la brace e i mozzi dalla bocchetta fino in fondo alla carbonaia e compattarli in maniera che non restino dei vuoti d'aria (caverne).

Fumaiolo
Un punzone di legno secco appuntito, detto anche martino che serve per fare dei fori attorno alla carbonaia e dare aria al fuoco.

Le carbonaie richiedevano un controllo continuo, giorno e notte anche per venti giorni consecutivi. I carbonai quindi erano costretti a dormire sul posto, spesso all'aperto, coperti in caso di pioggia da un semplice lenzuolo di canapa o riparati in una angusta caverna. Si comprende quindi la grande esperienza che avevano questi uomini avvezzi a trascorrere giornate intere nei boschi in totale solitudine e silenzio.